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Trento, 3 febbraio 2016
Disciplina per l'abbattimento degli ungulati nei parchi,
aumento delle specie cacciabili

Comunicato stampa dei Verdi del Trentino

Apprendiamo con stupore e sgomento che la Commissione dei Dodici ha incontrato il nuovo ministro per gli Affari regionali Enrico Costa raccogliendo rassicurazioni circa il pieno rispetto dell'Autonomia delle Province di Trento e Bolzano, prevedendo, tra le altre cose, il sì alle deroghe venatorie nelle riserve naturali con il libero accesso dei cacciatori.

Il tema era stato sollevato con forza lo scorso giugno dal direttore del Parco dello Stelvio Franco Pedrotti che paventava esattamente quello che è successo: un superamento della legge nazionale 394/91 che proibisce di fatto l'attività venatoria  nei parchi naturali nazionali, regionali e provinciali. Pedrotti prevedeva queste conseguenze in forza dello “spezzatino” regionalista del Parco nazionale dello Stelvio, affidato alle tre province, senza più una regia nazionale che lo salvaguardasse nel suo insieme. Su questa questione la Commissione dei 12 ha già approvato due mesi fa un'altra norma di attuazione, che dovrebbe essere approvata dal Governo la prossima settimana, che supera le contestazione nel merito della Corte Costituzionale. Si sancisce infatti che: “La legge provinciale disciplina le condizioni, le modalità e le procedure con le quali può essere consentita ed esercitata l'attività venatoria all'interno dei parchi naturali istituiti dalla Provincia, tenendo conto del regime riservistico.

Ora, la richiesta di un “aumentato spazio di autonomia” e relativa licenza di uccidere, da parte delle province di Trento e Bolzano, prevede in una norma di attuazione, che “d'intesa con il ministro dell'ambiente, previo parere dell'Ispra, si possa disporre, per periodi determinati, variazioni dell'elenco delle specie cacciabili previste dalla normativa nazionale, purché la valutazione sullo stato di conservazione della specie sia soddisfacente e compatibile con il mantenimento della specie...”.

Che dire? Viva l'autonomia che ci regala queste chicche di ambientalismo spinto, tutela dell'ambiente e degli habitat protetti che erano  punto di forza e motivo di vanto per la nostra provincia e regione. Un arretramento non solo dal punto di vista ecologista e di rispetto e salvaguardia degli animali selvatici, ma anche sul piano culturale.

Mentre il resto d' Italia, che ci invidiava lungimiranza e attenzione al nostro territorio e a tutte le specie viventi che lo abitano, si adegua velocemente alle normative più avanzate, e la legge 394 del 1991 lo era, noi in nome dell'autonomia  speciale regrediamo. Bolzano vuole introdurre, apprendiamo, anche la caccia alle marmotte. Al peggio non c'è mai fine, verrebbe da dire.  Certo questa non è l'autonomia avanzata, colta, che guarda all'Europa e al mondo, alle buone pratiche ambientaliste a cui molti trentini aspirano. Rimarchiamo con forza la nostra distanza e ferma condanna.

Lucia Coppola
portavoce dei Verdi del Trentino

 

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